Oltre i limiti della veduta vincolata: spazi digitali interattivi per le quadrature prospettiche della Reggia di Portici

Autori

DOI:

https://doi.org/10.26375/disegno.17.2025.15

Parole chiave:

quadraturismo, prospettiva inversa, Realtà Aumentata, Reggia di Portici

Abstract

Tra XVII e XVIII secolo, il quadraturismo si afferma come dispositivo tecnico e concettuale capace di alterare la percezione dello spazio architettonico: mediante l’uso della prospettiva aerea e lineare, talvolta rigoroso, altre volte in deroga ai principi geometrici al fine di generare voluti artifici, le quadrature generano l’illusione di una profondità che smaterializza la superficie muraria, dilatando lo spazio oltre i suoi confini fisici. Ne derivano spazi alternativi e immaginari dalle profondità illimitate, che dialogano con la struttura reale, arricchendone la spazialità fino a renderle impossibile mantenere un’identità indipendente e autonoma. Si instaura così una tensione tra costruito e rappresentato attraverso l’uso, a fini illusori, del disegno in prospettiva: è proprio tale tensione a rendere la Sala delle Guardie della Reggia di Portici (Napoli) un caso emblematico di “struttura rivelata” dal disegno, quest’ultimo inteso come atto di conoscenza, interpretazione e organizzazione dello spazio visibile. Attraverso rilievo fotogrammetrico digitale e restituzione prospettica delle architetture dipinte, la ricerca ha inteso rileggere in chiave critica regole e deroghe dell’artista-scenografo nella costruzione del suo spazio “aumentato” in termini di percezione spaziale, offrendo una ricostruzione tridimensionale delle architetture dipinte allo scopo di permetterne l’esplorazione da punti di vista non vincolati mediante la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale.

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Pubblicato

2026-04-01

Come citare

[1]
A. Pagliano e B. Ansaldi, «Oltre i limiti della veduta vincolata: spazi digitali interattivi per le quadrature prospettiche della Reggia di Portici», diségno, fasc. 17, pp. 169–182, apr. 2026.

Fascicolo

Sezione

Forme della resistenza. Estetica e immaginario strutturale