Il disegno all’opera. Ambientazioni, evocazioni e suggestioni visive nei fondali scenografici delle opere liriche
DOI:
https://doi.org/10.26375/disegno.18.2026.6Parole chiave:
opera lirica, immagini, disegno, fondali scenografici, proiezioni scenograficheAbstract
L’opera lirica può essere considerata un’opera d’arte totale, una tra le espressioni performative più multidisciplinari e multimediali. In essa la rappresentazione scenica si configura come una vera e propria forma di sinestesia artistica, dove convergono i linguaggi della musica, della drammaturgia, della coreutica, della poesia e delle arti figurative. Queste ultime, in particolare, definiscono l’estetica dello spettacolo attraverso scenografie, allestimenti, illuminotecnica, trucco e costumi. Nella messa in scena dei libretti operistici, un ruolo cruciale è affidato alle immagini: che siano dipinte o proiettate, esse evocano ambientazioni, suggeriscono emozioni e stimolano suggestioni, facilitando la comprensione della trama e immergendo il pubblico nella narrazione.
Nonostante l’evoluzione della scenotecnica – che ha visto l’affermazione di elementi scultorei e architetture tridimensionali – il disegno e le immagini bidimensionali mantengono una centralità assoluta. Oggi, tuttavia, la tradizione si evolve nelle proiezioni digitali, che garantiscono maggiore flessibilità creativa e un abbattimento dei costi di produzione.
Questo articolo discute il contributo del disegno alla riuscita delle opere liriche, a partire dalla presentazione della lunga e radicata tradizione dei fondali dipinti sino all’esplorazione delle più avanzate forme di proiezione e retroproiezione digitale di immagini su materiali sia opachi che semitrasparenti, per evidenziare l’attualità del disegno e delle scienze grafiche all’interno delle arti performative
e la sua capacità di attualizzarsi alla luce delle nuove tecnologie.
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