Per una decostruzione dell’ilomorfismo. Imago-magia e disegni visionari dalla metonimia barocca agli spazi policentrici contemporanei

Autori

  • Cesare Battelli architetto, Visionary Architecture, Cesena-Madrid
  • Giovanni Pirari Higher School of Economics, Mosca https://orcid.org/0000-0001-9989-9586

DOI:

https://doi.org/10.26375/disegno.18.2026.7

Parole chiave:

policentrismo, incontro, ilomorfismo, rovesciamento, anarchitecture

Abstract

Il contributo propone una rilettura del disegno e della pratica artistica oltre il paradigma ilomorfico tradizionale, che interpreta il fare creativo come imposizione formale di un soggetto attivo su una materia passiva. Muovendo da una prospettiva ontogenetica e relazionale, introduce la nozione di disegno sinaptico quale modello interpretativo capace di descrivere il processo creativo come evento di connessione, emergenza e co-costituzione tra autore, materia e contesto. In dialogo con la metafisica bruniana della policentricità, con l’ermeneutica del soggetto di Michel Foucault e con la teoria antropologica di Walter F. Otto, il testo mette in discussione le dicotomie forma/materia e attivo/passivo, evidenziando come l’opera emerga da un processo dinamico di interazione.
Attraverso un percorso teorico che intreccia filosofia, storia dell’arte e teoria dell’architettura, vengono analizzati i dispositivi prospettici come pratiche generative di soggettività e di senso, dalla crisi della prospettiva lineare alle configurazioni policentriche e instabili della modernità e contemporaneità. In questo quadro, esempi visivi e progettuali – dalle architetture visionarie attribuite a François de Nomé alle sperimentazioni grafiche di Daniel Libeskind e alle pratiche critiche di Lebbeus Woods – mostrano come lo spazio emerga quale campo relazionale e l’immagine si costituisca nella tensione tra visibile e invisibile.
Il disegno sinaptico viene così inteso come pratica che attiva relazioni, trasforma il soggetto e riconfigura il reale. Ne deriva un paradigma estetico e conoscitivo in cui l’opera si configura come evento e incontro, aprendo a una concezione policentrica e non gerarchica del fare artistico, nella quale materia, autore e mondo partecipano reciprocamente alla genesi della forma.

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Pubblicato

2026-07-12

Come citare

[1]
C. Battelli e G. Pirari, «Per una decostruzione dell’ilomorfismo. Imago-magia e disegni visionari dalla metonimia barocca agli spazi policentrici contemporanei», diségno, fasc. 18, pp. 51–64, lug. 2026.

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