Disegno diagrammatico per la sequenzialità tra discipline e percorsi
DOI:
https://doi.org/10.26375/disegno.18.2026.20Parole chiave:
rappresentazione diagrammatica, artefatti schematici, percorsi formativi, visualizzazione progettuale, superfici sinapticheAbstract
Questo contributo inquadra il ridisegno curricolare come una pratica di disegno diagrammatico, in cui rappresentazioni condivise operano come superfici sinaptiche: interfacce operative utilizzate per connettere discipline, imporre vincoli di sequenzialità temporale e rendere leggibili i percorsi. In un programma congiunto di laurea di primo livello sino-italiano (erogato totalmente in Cina con corpo docente misto cinese e italiano), le criticità sono state definite a partire da una sintesi, fornita dal partner, di segnalazioni ricorrenti degli studenti e da consultazioni con la docenza. Un gruppo di lavoro multidisciplinare ha co-progettato iterativamente alternative su una superficie diagrammatica condivisa, formalizzando versioni successive in un file di mappatura verificabile. L’analisi dei sillabi ha supportato un modello a due livelli: discipline mutuamente esclusive (usate per verifiche quantitative e conservative tramite le ore di lezione erogate - contact hour) e pathway non esclusivi (usati per articolare e descrivere percorsi transdisciplinari). Il caso applicato alla filiera della rappresentazione mostra come il processo renda esplicita e negoziabile la progressione tra metodi e tecniche della rappresentazione. Il paper riporta esclusivamente evidenze strutturali e tracciabilità decisionale, escludendo deliberatamente dichiarazioni sulle possibili ricadute occupazionali sugli studenti.
Riferimenti bibliografici
Anceschi, G. (1988). Monogrammi e figure: teorie e storie della progettazione di artefatti comunicativi. Firenze-Lucca: La casa Usher.
Ciammaichella, M., Menchetelli, V. (2022). Disegno e Design. Declinazioni di termini e attualizzazioni di pratiche. In Diségno, No. 11, pp. 7-13.
Corner, J. (1999). The agency of mapping: Speculation, critique and invention. In D. Cosgrove (Ed.), Mappings, pp. 213-252. London: Reaktion Books.
European Commission: Directorate-General for Education, Youth, Sport and Culture. (2009). ECTS users’ guide. Publications Office. DOI:10.2766/88064
Goldschmidt, G. (1991). The dialectics of sketching. In Creativity Research Journal, No. 4, Vol. 2, pp. 123-143.
Kitchin, R., Dodge, M. (2007). Rethinking maps. In Progress in Human Geography, No. 31, Vol. 3, pp. 331-344.
Larkin, J. H., Simon, H. A. (1987). Why a diagram is (sometimes) worth ten thousand words. In Cognitive Science, No. 11, Vol. 1, pp. 65-–100.
Munari, B. (1993). Design e comunicazione visiva: contributo a una metodologia didattica. Bari: Laterza.
Schön, D. A. (1983). The reflective practitioner: How professionals think in action. New York: Basic Books.
Star, S. L., Griesemer, J. R. (1989). Institutional ecology, ‘translations’ and boundary objects: Amateurs and professionals in Berkeley’s Museum of Vertebrate Zoology, 1907-39. In Social Studies of Science, No.19, Vol. 3, pp. 387–420.
Tharchen, T., Garud, R., Henn, R. (2020). Design as an interactive boundary object. In Journal of Organization Design, No. 9, Vol. 1. DOI: 10.1186/s41469-020-00085-w.
Willcox, K. E., Huang, L. (2017). Network models for mapping educational data. In Design Science, No. 3, e18. DOI:10.1017/dsj.2017.18.
Dowloads
Pubblicato
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2026 diségno

Questo volume è pubblicato con la licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.
Questo lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International.